Prima di blog, web 2.0, security evangelist vari etc io ero su internet, giovane ragazzino con tanta voglia di divertirmi e di fare cazzate su un nuovo e entusiasmante media.
In quegli anni (1997-98 credo o forse nel 1996) il programma di chat che andava per la maggiore tra i mediamente informatizzati era C6, molto più facile e comprensibile di qualsiasi client IRC.
Un'applicazione di chat tutta italiana, tra le prime che permettesse di ricercare amici specificando i minimi dettagli, incluso l'orientamento sessuale e la fascia d'età, acquistata e fallita miseramente, quantomeno dal mio punto divista, da parte di Virgilio.
Secondo voi, quanti contatti giornalieri poteva realizzare un profilo con queste caratteristiche:
- Femmina
- Tra i 16 e i 18 anni
- Omosessuale
- Appassionata di informatica
- Carina (molte fotografie credibili pronte all'uso)
- Credibile
Ve lo dico io: tantissimi, sopratutto se rispondeva al nome bagnatafradicia.
Unite il tutto alla mole spropositata di tempo libero e alla voglia ti far diventare matta la gente e fate 4 conti. Il motivo per cui tiro in ballo questa faccenda è che sto cercando una persona, tale Zeus qualcosa, forse Zeus46, anche lui con un profilo femminile parallelo di cui non ricordo il Nick con caratteristiche simili, che è finito in pieno nella rete di bagnatafradicia.
Questo post è per te, Zeus, ci dobbiamo vedere e bere una birra insieme, perché ti ho ownato di bestia, mi son divertito come un matto, e una birra a distanza di qualche anno te la meriti. Se ti interessa sono facile da contattare.
Rientro lento tra i blogger, pubblicando un video consigliato dal buon Phaso relativo allo sbiancamento anale.
cit. "Hai una coda qui dietro! Se ti metti in sella andiamo a fare un giro nel parcheggio, tesoro!!!"
Cosa succerebbe se, d'un tratto, i mini pony tutti coccole e arcobalento invadessero il mondo?
Ve lo dico io: un cazzo di casino. Né più, né meno.
Tanto per restare in tema, il numero di maggio del vostro fumetto preferito (Julia) è un piccolo capolavoro. Non dico come "Sognare, forse morire" ma ci siamo molto vicini...
Dovreste saperlo che arrivo sempre in ritardo sui tempi (lo faccio per venire incontro alle vostre capacità mentali), e ovviamente questa volta non sono da meno. In diretta da un commento dello Zizzo ad un post precedente ecco la parodia del video di David dopo il dentista:
Nel caso non sapeste che arrivo sempre tardi...beh...peggio per voi.
Non ti si legge in faccia la paura.
A vederti in realta’ sembri tranquillo.
Sembri incosciente.
Quando la sera esci a portare fuori il cane assapori il fresco silenzio delle strade deserte.
E ti piace anche.
Non sembri percepire i pericoli nascosti in ogni dove,
le malevole intenzioni di chi incontri sul marciapiede di fronte.
Fai male.
Torni a casa
la cena e’ pronta
accendi il telegiornale.
E’ a quel punto che il tuo viso si trasforma,
e’ in quel momento che prendi coscienza della tua avventatezza.
Siamo tutti in pericolo,
giorno dopo giorno minacciati da nemici astuti e nascosti
o impudichi e sfrontati.
L’ombra, lo sanno tutti, scaturisce sempre da una luce.
La luce azzurrastra della televisione produce un’ombra enorme.
Casa per casa,
appartamento per appartamento,
le ombre escono da ogni televisione
e ci si infilano in tasca.
Cosi’ finisce che la mattina quando sali sull’autobus
un’ombra ti e’ rimasta in tasca dalla sera prima.
Il tuo viso si arriccia, le mani si rattrappiscono impaurite.
Altre volte, per una frenata brusca dell’autista, capita che l’ombra ti scivoli di tasca.
Rientra liquida nella borsetta della vecchia accanto
e tu ti guardi intorno con il viso piu’ disteso,
scopri i visi arricciati degli altri e ti stupisci
di quanto tutti siano diffidenti, di quanto l’autobus sia cosi’ pieno di gente sola.
Altre volte ancora,
(e sono momenti rari e preziosi)
capita che sullo stesso autobus finiscano due persone a cui e’ cascata l’ombra di tasca.
Chiaccherano, si sorridono,
si scambiano magari anche due consigli e due battute sui visi arricciati intorno a loro.
Non che le ombre proiettate dagli alberi in autunno
siano brutte.
Sono malinconiche e necessarie.
Ma le ombre che finiscono nelle nostre tasche ultimamente
sono ombre artificiali, chimiche, mortifere.
Quando esci di casa controlla sempre che non ti sia rimasta in tasca
un’ombra televisiva.
controlla che il tuo viso non sia arricciato
per colpa delle parole di qualche stregone malevolo,
che il babau non ti stia dietro le spalle
mentre guardi male un ragazzino senza tasche e senza ombre da portarsi in giro.
La paura è necessaria agli uomini, ci aiuta a evitare pericoli e salvaguardare la nostra vita e la vita delle persone care, ma c'è differenza tra la paura artificiale e quella sana, istintiva, che nasce anche dalla nostra intelligenza.
Sappiamo ancora distinguerle?
Questo blog ha una linea editoriale ben precisa,
e io non la condivido.
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